I MOVIMENTI ANNUALI

Nel capitolo dedicato alla statistica del mio libro,”Opzioni – Strategie con il long strangle“, abbiamo appurato come l’oscillazione annua media del DAX, calcolata rispetto al minimo annuale, sia del 46% e quella minima del 16,9%, con due terzi degli anni che vedono tale variazione superiore al 30%; vogliamo tentare di sfruttare tale informazione? Ed allora proviamo!

Cominciamo a fare due conti

Oggi, 18 dicembre 2017, il DAX si trova a 13.246 punti. Ipotizziamo che questo sia anche il livello di chiusura dell’anno: se il DAX dovesse salire di almeno il 16,9%, arriverebbe a 15.484 punti; se al contrario dovesse solo scendere, arriverebbe ad almeno 11.331. Se invece le oscillazioni dovessero avere un’ampiezza simmetrica nelle due direzioni, il DAX, andrebbe a collocarsi all’interno dei livelli di 12.200 e 14.300 circa; questo nella peggiore delle ipotesi, perché normalmente il DAX effettua movimenti più importanti. Al citato livello di 13.246 la griglia delle combinazioni di call e put con scadenza dicembre 2018 è quella rappresentata in tabella 31.

Tabella 1:Griglia dei prezzi di alcune basi call e put, scadenza dicembre 2018, in data 18 dicembre 2017.

Accoppiando una call 13.000 a una put 13.000, cioè formando unostraddle, spenderemmo 1719 punti garantendoci dei livelli di debordo pari rispettivamente a 14.719 e 11.281; la spesa però sarebbe un po’ troppo elevata. Ricordiamo infatti che ogni punto vale 5 euro e pertanto dovremmo impegnare 8.600 euro! Se allontanassimo le basi, scegliendo una call 15.000, a 164 punti, e una put 11.000, a 253, la spesa totale si ridurrebbe fino a 417 punti, corrispondenti a 2.085 euro; già meglio!

Se la nostra volesse essere più una ficheche altro, potremmo spingerci fino alla call 16.000, a 52, e alla put 10.500, a 195, per un costo totale di 247 punti (1.235 euro), con un thetache, pur configurandosi la nostra posizione come “thetanegativo”, visto che siamo long, non supera 1,5 punti, sommando le due opzioni. Sapendo che, salvo sorprese finali, mancando ancora solo una manciata di sedute, l’anno in corso rimarrà ancora sotto l’oscillazione media, diventeranno sei gli anni in cui il DAX non si sarà mosso secondo le medie del passato! Allora forse questa strategia potrebbe meritare una valenza ben superiore alla fiche!

Infatti…

… deborderemmo a 16.247 e a 10.253, ±22,6% da oggi; non poi così male! Da aggiungere che, durante l’anno, prima o poi, come abbiamo potuto constatare in qualche grafico sin qui pubblicato, la vola salirà parecchio dandoci l’opportunità di mettere in atto coperture soddisfacenti o di chiudere addirittura direttamente in profitto. Ricordiamoci che, se da un lato la posizione di acquirente ci configura in “thetanegativo” dall’altro ci identifica come “vegapositivo”, quindi in una posizione molto vantaggiosa in caso di aumento della vola. Oggi, come evidenziato nella tabella 31, si paga una volatilità compresa fra 12,4 e 21, ma in passato, tranne che quest’anno e nel 2013, la vola ha sempre superato quota 30 e la tabella 32 relativa agli ultimi 12 anni lo vuole dimostrare.

Cosa potrebbe accadere

Ma, ritornando all’esempio di costruzione di uno strangle con la famosa fiche di cui sopra, cosa potrebbe accadere se fra tre mesi, quindi il 18 marzo 2018, con il DAX sempre allo stesso livello, la vola dovesse aumentare di 10 punti ovvero da 12,4 a 22,4 per la call e da 15,8 a 25,8 per la put? I prezzi diventerebbero rispettivamente: 250 per la call 16.000 e 299 per la put 11.000, per un totale di 549 contro i 247 pagati, e non stiamo certo parlando di valori assurdi di volatilità, tant’è che quella ipotizzata è solo sui livelli massimi di quest’anno che è stato certamente uno degli anni meno volatili della storia (vedere nella tabella 32). Inoltre non abbiamo nemmeno considerato uno scostamento dei prezzi significativo che, al contrario, avrebbe agevolato ulteriormente la struttura. 

Se la nostra volesse essere più una ficheche altro, potremmo spingerci fino alla call 16.000, a 52, e alla put 10.500, a 195, per un costo totale di 247 punti (1.235 euro), con un thetache, pur configurandosi la nostra posizione come “thetanegativo”, visto che siamo long, non supera 1,5 punti, sommando le due opzioni. Sapendo che, salvo sorprese finali, mancando ancora solo una manciata di sedute, l’anno in corso rimarrà ancora sotto l’oscillazione media, diventeranno sei gli anni in cui il DAX non si sarà mosso secondo le medie del passato!

La valenza della strategia

Allora forse questa strategia potrebbe meritare una valenza ben superiore alla fiche! Infatti deborderemmo a 16.247 e a 10.253, ±22,6% da oggi; non poi così male! Da aggiungere che, durante l’anno, prima o poi, come abbiamo potuto constatare in qualche grafico sin qui pubblicato, la vola salirà parecchio dandoci l’opportunità di mettere in atto coperture soddisfacenti o di chiudere addirittura direttamente in profitto. Ricordiamoci che, se da un lato la posizione di acquirente ci configura in “theta negativo” dall’altro ci identifica come “vega positivo”, quindi in una posizione molto vantaggiosa

Tabella 2:Valori minimi e massimi annuali della volatilità dal 2006 al 2017.

La vola massima di quest’anno, come abbiamo appena ricordato, è stata di 23,5 punti e il massimo ritardo, espresso in numero di sedute, senza che il DAX abbia battuto quella vola, è di 198. Considerate che ad oggi siamo a 170! È quindi presumibile che in un futuro molto prossimo, si debba assistere ad uno spikedi vola. Inoltre, per la vola a 30 il massimo ritardo storico è di 591 sedute e ad oggi siamo a 378, quindi è molto più che probabile che entro la fine del 2018 ci si debba arrivare.

La tabella 33 riporta i movimenti del DAX per diversi orizzonti temporali (in sedute di borsa aperta) in funzione della relativa probabilità di accadimento.

Tabella 3:Statistica sui movimenti del DAX in diversi orizzonti temporali.