TRADINGFOLLOWUP 5 – WEBINAR 8 APRILE 2020

Proviamo a mettere in pratica quanto appreso sulla BASE del “PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UNO STRANGLE”oggetto del webinar del giorno 8 aprile, ripercorrendone schematicamente i passi principali. L’intenzione è quella di verificare se sussistono i presupposti per mettere in piedi uno short IRON CONDOR.

La base dei prezzi è quella della chiusura di venerdì 3 aprile ed è fatta al solo fine didattico, anche se ne seguiremo gli sviluppi indicando eventuali interventi successivamente se e quando ce ne saranno le motivazioni. E’ quindi una griglia da “adattare” sulla base degli eventuali nuovi prezzi, ciò non toglie che questa sia una soldi base di partenza del ragionamento.

Passo 1

Osserviamo in primis il grafico del DAX della sua volatilità, implicita ovviamente, posizionandoci sulla chiusura del 3 aprile, che riscontriamo rispettivamente a 9.525 e a 48.

La vola è scesa, ma ancora molto alta (è a 48) in relazione alle sue medie storiche e quindi non è ancora il caso di impostare un LONG STRANGLE. Nemmeno puntare su un rialzo, può sembrare la scelta giusta, sia perché le operazioni “DIREZIONALI” se le mettiamo in atto è solo perché c’è una esagerazione in una direzione o nell’altra, sia perché il rimbalzo in larga parte è già avvenuto, da 8.288 a 10.130 e non sappiamo di certo cosa potrà ancora accadere.

Allora possiamo puntare su una operazione che a favore ha la diminuzione della volatilità, e fra queste c’è sicuramente il CREDIT SPREAD. Messo in pratica esclusivamente sulle call è pacifico che qualora anche il mercato dovesse salire e darci torto la discesa della vola che da sempre accompagna i rialzi del mercato, ci dovrebbe dare una mano.

Qualora non volessimo puntare solo su una direzione e il motivo lo abbiamo appena accennato, potremmo verificare se può stare in piedi una struttura che punta su tutte e due le direzioni ovvero uno short IRON CONDOR, che nella sostanza consiste di due CREDIT SPREAD, uno sulle call ed uno sulle put appunto.

Passo 2

Nella tabella che segue ho estratto un po’ di dati sulle scadenze tradabili successive a quella di aprile e pertanto maggio, giugno, settembre e dicembre. Prima di scaricare i dati che mi interessano ho pensato ad una probabilità di non veder debordata una delle due basi short dell’IRON, pari al 70%.

Tale percentuale come è possibile notare nella tabella che segue, indicata per ciascuna scadenza nella seconda riga. Nella colonna di sinistra ho evidenziato del colore relativo le basi corrispondenti a tali percentuali, ma un esempio chiarirà meglio.

Consideriamo la scadenza del 19 giugno, a tale data mancano ancora 52 sedute di borsa aperta e lo scostamento del DAX che ha una probabilità di accadere nel 30% dei casi corrisponde ad una percentuale del 12%; a tale percentuale troviamo le basi 10.700 per la call e 8.300 per la put.

Abbiamo detto che alleata dello short IRON CONDOR è la discesa della volatilità e quindi una prima selezione mi porta ad escludere dal ragionamento la scadenza dicembre che vede applicata alle call una vola attorno a 23 e sulle put attorno a 44 circa, ed inoltre la durata in numero di sedute è elevata, sono infatti ben 184 sedute mancanti alla scadenza.

Su settembre c’è da rosicchiare qualcosa di più ma anche in questo caso quella applicata sulle call è pur sempre scialba, appena al 26% circa. Maggio e giugno sotto questo punto di vista sono più interessanti.

Proviamo a percorrere “una delle ipotesi” così per mettere nero su bianco ciò che potrebbe venir fuori, e che ripeto essere “una” delle ipotesi. Qui sopra c’è una griglia con cui ognuno può tentare di costruire qualcosa di diverso.

Passi 3 e 4

Ci focalizziamo su maggio perché le sedute mancanti alla scadenza non sono tantissime, sono infatti 27, ed anche perché andiamo a sfruttare una volatilità di partenza superiore alle altre scadenze.

Possiamo verificare che in 27 sedute, sulla base della nostra ormai famosa matrice che abbiamo rivisto nel webinar, per avere una probabilità del 30% di “non vedere debordate” le basi occorre allontanarsi dal prezzo SPOT di 9.525 del 9% circa e quindi ci orientiamo nel vendere sulla scadenza maggio la call 10.400 (10.400-9525)/9525*100 e nel vendere la put 8.600 (9.525-8.600)/9525*100, che soddisfano tale esigenza. Questo è ciò che viene fuori:

Il theta della struttura è a 2,4 il che significa che per un giorno che passa noi recuperiamo 2,4 punti per il solo effetto del trascorrere del tempo e tale livello tende ad aumentare mano a mano che ci si avvicina alla scadenza.

Il theta della struttura è a 2,4 il che significa che per un giorno che passa noi recuperiamo 2,4 punti per il solo effetto del trascorrere del tempo e tale livello tende ad aumentare mano a mano che ci si avvicina alla scadenza.

Non sarà quindi necessario attendere la naturale scadenza delle opzioni, posta al 15 maggio per chiudere l’operazione, potremo infatti concluderla quando del profitto massimo ne sarà maturata una larga parte.

Questo perché nel “durante” ci potrebbe anche dare una gioia, perché magari il mercato è rimasto intrappolato fra i due B.E. della struttura, ma dopo potrebbe portarci ad una perdita per una accelerazione dei prezzi da una parte o dall’altra, quindi quando c’è un risultato premiante e soddisfacente, non è il caso di tirare la corda, si chiude e basta e il giorno dopo si pensa a qualcos’altro.

Al tempo stesso anche la massima perdita non è da lasciar correre per intero, ma quando ne dovesse emergere una discreta fetta, che io ho quantificato al 30% circa del massimo rischio è il caso di arrendersi ed aspettare una nuova opportunità per evitare che il danno diventi insostenibile.

Con lo schema sopra siamo giunti al 4° passo, abbiamo calcolato con precisione i B.E. della struttura con i prezzi veri del mercato e notiamo che la distanza più vicina che può farci soffrire è leggermente più distante (11,0%) di quella ipotizzata in origine (9,0%).

Passo 5

E con il 5° passo andiamo pertanto a ricontrollare sulla matrice, che ormai è più che familiare, incrociando le 27 sedute mancanti con l’11% e scopriamo con piacere che la probabilità di esprimere una escursione dell’11% è del 18,7% (vedi stella bianca). Migliora pertanto, visto che siamo venditori, la probabilità di avere successo dal 70% ipotizzato in origine all’81,3% reale. 

Passo 6

Resta da verificare la size e siccome il massimo rischio è di 428 punti significa che sul piatto dobbiamo mettere 2.140€, rischio che rientra nei parametri che ci siamo dati e pertanto sicuramente sostenibile. Avendo come BASE del capitale dedicato alle opzioni 10.000€, 2.140 ne costituiscono circa il 20% per cui si va a mercato!

In alternativa alle basi scelte, avremmo potuto impostare uno short IRON CONDOR su basi più vicine, ad esempio vendendo call 10000 (306) e acquistando call 10.600 (110) a protezione, vendendo la put 9.000 (371) e acquistando la put 8.400 (221) a protezione.

Ne sarebbe certamente uscito un miglior rapporto R/R (136%), ma ne sarebbe uscita penalizzata la probabilità di successo (67% contro l’81,3%), ma ripeto lo schema è quello sopra ed ognuno può tentare di costruire varie ipotesi.

In conclusione

  • la vola alta non ci ha permesso di costruire un LONG STRANGLE con buone probabilità di successo
  • abbiamo scartato l’ipotesi del rialzo attraverso un CREDIT SPREAD sulle put perché in larga parte il rimbalzo si è già concretizzato
  • abbiamo deciso di impostare uno short IRON CONDOR puntando quindi su una operazione “non direzionale” e che può contare sulla discesa della volatilità, ancora a livelli anomali, inoltre la durata è relativamente breve, appena 27 sedute
  • L’IRON CONDOR in questione ha una buonissima probabilità di riuscita
  • Siamo andati a mercato perché l’importo necessario è correttamente commisurato al capitale dedicato a questo tipo di operatività

Ovviamente quanto sopra non è un invito a fare o non fare un’operazione, ma è solo un ragionamento a voce alta, ogni lettore saprà correttamente farsi consigliare dal proprio consulente personale.